1910 - '60


Giovanni Carraro: il pioniere
Nel 1910 Giovanni Carraro, non ancora ventenne, costruisce la prima macchina agricola multifunzionale. In breve trasforma la sua bottega di fabbro in un complesso industriale che produce seminatrici e, successivamente, trattori tradizionali. Nel 1960 Antonio, il più giovane dei suoi sei figli, fonda la Antonio Carraro di Giovanni: nasce il primo trattore monoasse “Scarabeo”.

1960 - '90

La crescita
Antonio Carraro opta per una produzione di nicchia di trattori di medie potenze a quattro ruote motrici dai 20 ed i 100 hp. In breve diviene leader del settore incrementando via via il numero dei modelli. Punto di forza dell’azienda è il reparto R&D (Ricerca e Sviluppo), dal 1979 serbatoio di progetti utili alla realizzazione di prodotti sempre innovativi ed originali.

1990 - 2000

Un'azienda matura
Forte dell’esperienza e del patrimonio di soluzioni tecniche acquisito nel tempo, Antonio Carraro moltiplica le proprie nicchie di mercato dall’agricoltura specializzata al settore civile. Nasce la linea “Groundcare”: una rosa di mezzi professionali per la manutenzione del verde, la viabilità stradale e la pulizia urbana.

2000 - OGGI

Lo stile Antonio Carraro
Dopo una fase di ristrutturazione interna con il contributo della Porsche Consulting si delinea un nuovo assetto dell'azienda proiettata ad intraprendere nuove sfide nel mercato globale. La parola d’ordine è “kaizen”, miglioramento continuo esteso a tutte le attività. Ogni dettaglio, ogni opportunità percepite dall’azienda, devono potersi sviluppare a favore del Cliente finale.

 

 

Il Brand

Il mito e il logo dei 4 cavalli rotanti.
Mito era nell’Antica Grecia la “parola vera” ossia il racconto di gesta divine o eroiche. Il logo era la “parola ragionata”, ciò che sintetizza il senso del mito, nel valore e nella forza. Così il marchio dei quattro cavalli rotanti Antonio Carraro intende simboleggiare storia, forza, valore e bellezza. Una moderna sintesi dell’evoluzione della meccanizzazione agricola dalle origini della civiltà, dal cavallo al trattore.
 
Fu nel 1959 che il Presidente Antonio Carraro (amante dell’arte e della storia) adottò questo marchio di fabbrica ispirandosi ad un graffito persiano del XVII secolo esposto al Museo Fine Art di Boston.
 
Nell’Antica Grecia questo tipo di rappresentazione grafica, denominata simplegma, esprime l’unione di due o più figure uguali che danno l’effetto ottico di moltiplicare il numero delle figure stesse. Un simplegma è un simbolo di vita, di rinascita, di evoluzione, di fertilità: facendo ruotare attorno al proprio fulcro la figura, l’osservatore percepirà un’immagine multipla. Nel caso del marchio Antonio Carraro i cavalli orizzontali sono due ma, a guardar bene, ci sono altri due cavalli lungo l’asse verticale. Un volontario richiamo ai concept fondamentali dei trattori AC: trazione integrale 4x4, potenza, multifunzionalità (molte macchine, in una) bellezza. Un marchio più volte ristilizzato nel corso del tempo con lo scopo di conferire freschezza e modernità ad un brand in armonia con lo stile e il design costantemente rinnovati dei propri prodotti. L’ultima ristilizzazione è caratterizzata da un tratto grafico “manga", in stile giapponese, che si riconosce per le linee taglienti che sfaccettano la figura, quasi come questa fosse stata scolpita a colpi di sciabola. Quasi per magia, la stessa che si prova quando si guida un Antonio Carraro.